Che fine hanno fatto gli Asburgo?

Analizziamo il destino della famiglia più potente d'Europa dopo la caduta degli Imperi Centrali.

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L'Imperatrice Maria Teresa col marito Francesco Stefano di Lorena e i loro sedici figli, ritratti dal pittore di corte Martin van Meytens nel 1756.
L'Imperatrice Maria Teresa col marito Francesco Stefano di Lorena e i loro sedici figli, ritratti dal pittore di corte Martin van Meytens nel 1756.

Una delle leggi non scritte della Storia implica che la ricchezza tenda a conservarsi. Gli imperi sorgono e cadono, ma il potere non scompare da un giorno all’altro senza lasciare traccia: può essere frammentato, deviato verso nuovi ideali e nuovi modi di attuazione, ma non si disintegra. Neanche nel caso di eventi unici e traumatici, come la Seconda Guerra Mondiale: basti pensare al complesso industriale e scientifico della Germania nazista, che è sopravvissuto alla sconfitta e ad una damnatio memoriae senza precedenti riadattandosi in nuove forme e, spesso, dandosi un nuovo volto. Verrebbe allora da chiedersi che fine possano aver fatto i discendenti degli Asburgovon Habsburg per i più affezionati – ovvero di quella che è stata per secoli, con poca discussione a riguardo, la famiglia più potente della storia europea.

L'Imperatrice Zita, il piccolo Otto e l'Ultimo Imperatore, Carlo I d'Austria, al funerale di Francesco Giuseppe.
L’ultima coppia di imperatori, Carlo I d’Austria e la moglie Zita, partecipa al funerale di Francesco Giuseppe assieme al piccolo Otto.

DALLA PRAMMATICA SANZIONE ALLA GRANDE GUERRA –  Per poter seguire la storia genealogica dei von Habsburg, facendo riferimento al ramo austriaco ed imperiale, è necessario sottolineare qualche avvenimento antecedente alla dissoluzione della monarchia e la successiva dispersione della famiglia. Innanzitutto, la Prammatica Sanzione del 1713 e la successiva Guerra di successione austriaca (1740-48). Il conflitto coinvolge tutta Europa, fino alla pace di Aquisgrana del 1748. Tra le varie, numerose, clausole, si riconosce la validità della Prammatica Sanzione ed il diritto di Maria Teresa ad essere Imperatrice. Ciò che vale la pena sottolineare, a questo punto, è che il ramo della famiglia imperiale – pur essendo materialmente lo stesso – sia diventato quello di Asburgo-Lorena (Habsburg-Lothringen), nato dal matrimonio di Maria Teresa con Stefano di Lorena. Può sembrare un dettaglio da poco, ma anche nei documenti ufficiali occorre una vera e propria rottura genealogica. È pertanto la sorte degli eredi di Maria Teresa, secondo la linea di discendenza dinastica diretta, che questa ricerca prosegue ad osservare.

Costoro, infatti, hanno proseguito a governare come Asburgo-Lorena fino al 1918; uno su tutti per importanza, Francesco Giuseppe. Egli spira nel 1916, lasciando le redini del morente Impero austro-ungarico a Carlo I d’Asburgo-Lorena-Este (poiché, ovviamente, l’erede al trono Francesco Ferdinando era stato ucciso nel 1914 con conseguenze vagamente esagerate). Nel 1918 la Prima Guerra Mondiale è persa e viene imposto, oltre alla dissoluzione dell’Impero, lo smantellamento della monarchia. Carlo I, ultimo Imperatore, viene esiliato a Madera col resto degli Asburgo-Lorena e muore nel 1922, dopo aver tentato due volte, senza successo, di riappropriarsi del Regno di Ungheria. I beni della famiglia sono confiscati dalla neonata Repubblica Austriaca con la Legge Habsburgergesetz del 1919.

Otto – quinto da sinistra – e gli altri figli di Carlo e Zita, durante l’esilio in Spagna.

OTTO E I SUOI FRATELLI – Il decenne figlio di Carlo, principe ereditario Otto (1912-2011), è ora Capo della Casa di Asburgo-Lorena e pretendente a un trono che non esiste più. Egli trascorre questi primi anni a Madera con la madre, l’ex Imperatrice Zita, finché quaranta grandes (nobili) spagnoli non comprano loro una villa a Lekeitio, nei Paesi Baschi. Nel 1935 Otto consegue un dottorato in Scienze Politiche e Sociali all’Università di Louvain, in Belgio. Nello stesso anno il Parlamento Austriaco ripudia la Habsburgergesetz, consentendo ad alcuni Asburgo il ritorno in patria e restituendo alla famiglia le proprietà confiscate; proprietà delle quali la Germania nazista si riapproprierà solo tre anni più tardi in seguito all’Anschluss, l’annessione dell’Austria al Terzo Reich. Si racconta che Otto rifiutò di incontrare Hitler, che “disprezzava”, quando questi si preparava ad annettere i vicini meridionali ed intendeva supportare la sua pretesa reinstallando al potere alleati di pregio come gli Asburgo. Negli stessi anni, Otto conduce attività che oggi diremmo di lobbying per il riconoscimento di un “governo Austriaco in esilio”. Winston Churchill supporta il suo progetto di ricostituzione dell’Austria-Ungheria, il quale però riscontra l’assoluta opposizione di Stalin.

Otto aveva sette tra fratelli e sorelle, tutti arciduchi ed oggi tutti deceduti. Durante la Seconda Guerra Mondiale la famiglia d’esuli, che al momento risiedeva in Belgio, fu costretta ad allontanarsi e disperdersi: Zita e i suoi figli fuggirono in America (a New York e poi nel Québec), dove per un breve periodo non riuscirono più a vivere delle entrate che giungevano dalle proprietà europee e dagli aiuti nobiliari. Due fratelli minori di Otto, Felix (1916-2011) e Carl Ludwig (1918-2007), si arruolarono nell’esercito statunitense assieme ad altri esuli della nobiltà austriaca. Rudolf (1919-2010), allo stesso tempo, cercava di organizzare la resistenza anti-nazista in patria, mentre Robert (1915-1996) era il rappresentante degli Asburgo a Londra e lo stesso Otto aveva incontri frequenti con Franklin Delano Roosevelt.

Nel 1945, a guerra conclusa, la riadozione da parte dell’Austria dell’assetto giuridico precedente al 1929 implicò il ritorno in vigore della Habsburgergesetz. In particolare, l’Unione Sovietica richiese esplicitamente che tale Legge fosse parte del Trattato di Stato austriaco firmato tra le potenze al termine del conflitto. La situazione economica e politica rimaneva quindi, per gli Asburgo, sostanzialmente immutata, salvo per quei beni ai quali non era più possibile attribuire una proprietà definita. Dal 1960, diversi membri della Casa Asburgo-Lorena contrattarono col Governo austriaco la propria rinuncia al titolo nobiliare ed ai relativi beni, per poi recuperarli non da famiglia imperiale ma come privati cittadini.

Otto, ultimo principe ereditario degli Asburgo, in compagnia di un busto di se stesso a Paks (Ungheria) nel 2005. (REX)
Otto, ultimo principe ereditario degli Asburgo, in compagnia di un busto di se stesso a Paks (Ungheria) nel 2005. (REX)

“FEDELI CITTADINI D’EUROPA” – Anche Otto, il 31 maggio 1961, firma un documento con il quale rinuncia ad ogni pretesa sul trono austriaco e si dichiara “un fedele cittadino della repubblica”. Più tardi, affermerà che ciò fu necessario “solamente a fini pratici” e che si trattava di “un’infamia, che non [avrebbe] mai dovuto firmare”. Sempre nel 1961, il caudillo Francisco Franco gli offrì – e si vide declinare – il trono di Spagna dopo la sua morte. Ad ogni modo, il Governo continuò a negargli il ritorno in patria poiché non tutti i problemi relativi alle proprietà ex asburgiche erano stati risolti; la Corte Costituzionale, cui Otto fece appello, diede ragione al principe in esilio, scatenando una crisi socio-politica poi nota come “crisi degli Asburgo”. Vi furono scioperi ed il Governo di sinistra cadde, portando nel 1966 alla formazione di un nuovo esecutivo, più benevolo verso le istanze della vecchia famiglia regnante. Il 5 luglio del 1967, Otto è a Vienna.

Non potendo concorrere per il Parlamento austriaco (articolo 60 della Habsburgergesetz), l’ex principe si riscopre europeista e sfoga le sue ambizioni politiche su scala sovranazionale, diventando uno dei più entusiasti promotori dell’Europa unita. Dal 1973 al 2004 è Presidente dell’Unione Paneuropea, storico movimento per l’unificazione del continente; inoltre è europarlamentare per vent’anni (1979-99) con il Movimento Cristiano-Sociale In Baviera. Nel 2011 muore nella sua casa di Pöcking, in Germania, dando luogo ad un lutto di tredici giorni in molte località dell’ex Impero. Secondo le tradizioni asburgiche, il suo corpo viene sepolto nella cripta di famiglia a Vienna, mentre il suo cuore è estratto e conservato nel monastero ungherese di Pannonhalma. 

A coadiuvare il fratello maggiore nelle sue ambizioni imperiali fu soprattutto Felix: insieme, i due recuperarono quante più proprietà possibili all’interno degli ex domini imperiali. Felix, al contrario di Otto, non accettò mai di rinunciare alle pretese sul trono, pertanto gli fu negato l’ingresso in Austria fino all’ingresso del Paese nell’Unione Europea nel 1996. Una volta cadute le frontiere, Felix annunciò il suo “rientro illegale” in Austria e fu avvisato che ciò avrebbe condotto al suo arresto. Fu infine raggiunto un accordo col quale lui ed il fratello Carl Ludwig dichiaravano la propria fedeltà alla Repubblica, ma nel quale non si faceva alcuna menzione sulla sorte dei titoli nobiliari. Felix aprì un buon numero di aziende quotate in borsa in Belgio e Messico (Paese dove visse prima da esule, poi fino alla morte). Altro fratello particolarmente di successo in campo economico fu Rudolf, junior executive a Wall Street e direttore di una banca belga. Delle loro sorelle, Charlotte visse negli Stati Uniti sotto falso nome, per poi sposarsi con il duca del Meclemburgo, mentre Adelaide (1914-1971) morì nubile a Pöcking ed Elizabeth (1922-1993), infine, sposò il principe Heinrich del Liechtenstein.

La cerimonia di interramento del cuore di Otto, ultimo principe ereditario degli Asburgo, nell'abbazia benedettina di Pannonhalma (2011).
La cerimonia di interramento del cuore di Otto, ultimo principe ereditario degli Asburgo, nell’abbazia benedettina di Pannonhalma (2011) (EPA).

GLI EREDI DI OTTO – Gli Asburgo-Lorena rimanenti, vivi e vegeti, non se la passano affatto male. Karl, sestogenito di Otto e attuale Capo della Casa, è stato a sua volta europarlamentare con l’ÖVP, partito conservatore austriaco. Di quel periodo (1996-99) si ricorda un presunto illecito riguardante una donazione alla campagna elettorale di quel partito da World Vision Austria, organizzazione cristiano-evangelica di beneficenza della cui board Karl era membro, attraverso la Paneurope Austria. Alla fine del mandato, Karl non si ricandidò. Egli è altresì cofondatore di BG Privatinvest, una compagnia viennese di investimenti che possiede quote di aziende nel settore mediatico. Nel 2010 acquistò i due maggiori quotidiani bulgariDneven Trud e 24 Chasa; le conseguenti proteste, per motivi di libertà di informazione, e l’ostracismo da parte della concorrenza lo convinsero a rivendere tali quotidiani l’anno successivo.

Inoltre, Karl è stato sposato con la baronessa Francesca Thyssen-Bornemisza, ereditiera dell’immensa fortuna del conglomerato tedesco ThyssenKrupp. Si dice che Otto storcesse il naso per il matrimonio dell’erede con quella che era l’appartenente ad una nobiltà considerata “inferiore”, ma gli evidenti motivi pecuniari lo convinsero a dare l’autorizzazione dinastica. I due, separati nel 2003, ebbero tre figli: il secondogenito Ferdinando, probabile successore quale capofamiglia e classe 1997, è pilota di Formula 3. Nel 2004, Karl ha condotto senza successo un’azione legale contro l’Austria per vedersi riconoscere la riassegnazione di alcune proprietà terriere originariamente appartenute alla famiglia imperiale, tra le quali il Palazzo di Laxenburg nei pressi di Vienna e un numero di foreste il cui valore è stimato attorno ai 135 milioni di sterline.

Karl, attuale Capo della Casa degli Asburgo, nel corso della Europaschützenfest a Peine nel 2015 (Schützenwesen in Europa).
Karl, attuale Capo della Casa degli Asburgo, nel corso della Europaschützenfest a Peine nel 2015 (Schützenwesen in Europa).

Otto ebbe altri sei figli dalla moglie, la principessa Regina di Saxe-Meiningen: cinque femmine, tutte più anziane di Karl, ed un maschio settimogenito. Gabriela (1956) è stata professoressa all’Accademia delle Arti di Tbilisi, in Georgia. A quel Paese è rimasta legata, ottenendovi la cittadinanza e arrivando a possedervi un vigneto di cinque ettari; è inoltre stata nominata dal governo georgiano ambasciatrice in Germania, allo scopo di favorire l’integrazione economica del Paese in Europa, fino all’avvenuto cambio dell’esecutivo georgiano nel 2013.

Walburga (1958) è stata invece “adottata” da un altro Paese, la Svezia, dove è parlamentare con il Partito Moderato. Dottorata in diritto canonico, è stata – come il padre – fortemente attiva nell’ambito dell’Unione Paneuropea fin dal 1973, divenendone Segretaria Generale dal 1988 al 2004, e successivamente vice chairwoman. Negli anni ha lavorato come assistente presso il Parlamento Europeo (senza, tuttavia, riuscire ad esservi eletta col Partito Moderato né nel 1999 né nel 2004), negli uffici del Reader’s Digest di Washington D.C., nonché al Ministero dell’Informazione dell’Oman.

A quanto è noto Andrea (1953), come anche Michaela e Monika (gemelle, 1954), hanno propeso per un’esistenza più legata alla “tradizione” nobiliare, tanto che le loro uniche attività di rilievo sono costituite dai matrimoni che hanno contratto. Andrea ha sposato Karl Eugen, conte ereditario di Neipperg, col quale vive a Schwaigern, in Germania, e dal quale ha avuto cinque figli. Michaela ha sposato Eric Alban Taran d’Antin, di 34 anni più vecchio di lei, dal quale ha divorziato dopo aver avuto tre figli. Si è successivamente riaccasata con il conte Hubertus von Kageneck, dal quale ha finito sempre per divorziare dopo quattro anni, ed al momento vive in Florida. Monika ha sposato il “grande” spagnolo Luis María Gonzaga, conte di Santangelo, da cui ha avuto quattro figli. I due vivono nell’antico castello La Rapíta, in Catalogna, dove sono attivi nell’ambito di associazioni cavalleresche.

Georg, l’ultimogenito, vive in Ungheria seguendo quella tradizione familiare che era volta a dividere gli Asburgo per gli Stati di loro dominio. È giornalista televisivo dal 1993 ed è sposato – attraverso un matrimonio dinastico che segue le regole della Casa – con la duchessa Eilika di Oldenburg, dalla quale ha avuto tre figli. Come Otto e Walburga, è un forte sostenitore dell’europeismo e ha compiuto attività di pressione per l’allargamento dell’Unione Europea ad altri Paesi. È inoltre rappresentante speciale della Croce Rossa in Ungheria e ambasciatore straordinario presso l’Unione Europea per conto del Paese.

Se questi sono gli Asburgo odierni più importanti, va sottolineato che al momento esistano circa 160 membri “minori” della famiglia in vita, sparsi per il mondo e con un ramo anche in Toscana, la cui storia personale risulterebbe eccessivamente pesante da approfondire in un singolo articolo. In conclusione, si può ben sostenere che l’importante famiglia, dopo secoli di dominio sul continente, stia godendo di una pensione dorata; non più al centro, ma nemmeno ai margini, della vita politica ed economica europea.

Sono laureato in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università La Sapienza e in Informazione, Comunicazione ed Editoria all'Università di Tor Vergata. Sono fondatore di Bunte Kuh, scrivo anche per ilMegliodiInternet.it e per theWise Magazine, di cui sono responsabile tecnico.

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